Storia
Il primo nucleo abitato di Cabras sorgeva
tra il Sinis e il Campidano, per poi ritirarsi nel corso del tempo verso l'interno al fine
di difendersi dalle incursioni dei pirati.
Alla fine del XI sec. divenne un aggregato rurale i cui diritti spettavano ai sovrani
arborensi. Durante questo periodo si sviluppò fino a divenire una "villa"
(centro abitato Masones de Capras). Ciò è stato favorito dalla presenza dei Giudici di
Arborea che utilizzavano la fortezza (detta "Casa del Regno") come residenza.
Allora era sovrano Barisone di Arborea, il quale aveva trovato riparo nel Castello di
Cabras, quando fu assediato dagli altri Giudici sardi.
Tra la fine del XII e l'inizio del XIII sec. Cabras mutò il suo ruolo di fortezza. In
questo periodo Benedettini e Camaldolesi ottennero la conferma dei diritti di pesca in
alcuni canali delle peschiere di Mar'e Pontis e Mistras.
Per tutto il Medioevo le acque circostanti non
solo furono sufficienti al fabbisogno degli abitanti, bensì anche all'esportazione.
I sovrani spagnoli furono informati della produttività dello stagno, e Pietro IV d'
Aragona concesse lo stagno a Guillem de Bornes in perpetua donazione feudale.
Nel 1479 i territori del marchesato passarono sotto il diretto controllo della corona e
gli stagni entrarono a far parte del patrimonio regio. La vicinanza al mare era però
rischiosa, viste le incursioni pirate, infatti ai primi del '500 Cabras fu quasi
completamente spopolata.
La maggior parte degli abitanti quindi si
dedicava alla pesca, e una buona parte all'allevamento. La presenza di terreni sabbiosi e
argillosi favorì coltivazioni di olivo, mandorlo e vite.
Per Cabras (come per il resto della Sardegna) il periodo della dominazione spagnola fu
contrassegnato da uno stato di miseria e povertà.
Un parziale rimedio era il contrabbando, che alleviò in alcuni momenti la crisi
economica. Come già accennato, la posizione geografica di Cabras era favorevole ma
rischiosa, infatti nel 1673 subì l'assedio dei Francesi.
Per alcuni secoli non ci furono avvenimenti politici di rilevanza, tranne il fatto che nel
1652 lo stagno Mar'e Pontis cambiò proprietario: a causa di un pegno con il banchiere
Geronimo Vivaldi di Genova, il re di Spagna dovette cedere la proprietà al Genovese. Nel
1852 i Vivaldi-Pasqua vendettero lo stagno e le peschiere alla nobile famiglia dei Carta
di Oristano.
Quest'ultimo passaggio di
proprietà irrigidì la divisione dei compiti e definì una precisa gerarchia tra i
pescatori (finora sconosciuta).
Durante il periodo successivo, il '900, i sindaci e gli amministratori comunali si
guardavano bene dal toccare minimamente gli interessi riguardanti gli stagni.
A partire dagli anni '60 comincia la protesta dei pescatori contro la gestione feudale
degli stagni. Dopo un lungo periodo di trattative, nel 1983, lo stagno di Cabras fu acquistato dalla Regione Sarda e
dato in gestione alle cooperative dei pescatori.