THARROS
Sulla
punta meridionale della penisola del Sinis nell'area di un distrutto villaggio nuragico si
trovano le rovine di un'antica città fondata dai Fenici. Il suo nome è Tharros
(conosciuta anche come Tharri Tharrai). Ambedue i nomi collegabili con il significato
di"roccia". I reperti trovati testimoniano la presenza di un'antica civiltà
(Fenici) molto fiorente nel VII sec. a.C. Il centro più importante di questa civiltà è
certamente Tharros città vissuta per diciotto sec. La sua posizione era molto favorevole
sia per gli scambi commerciali all'interno del
Mediterraneo che per i contatti con
l'entroterra sardo. Le navi potevano approdare in qualsiasi condizione di tempo: il dorso
del promontorio, sfidando l'andamento dei venti, assicurava l'ormeggio nel golfo di
Oristano (mare morto). Tharros ebbe particolare sviluppo in età punica ma continuò ad
essere
importante anche in età romana, fino al suo abbandono nel medioevo.
L'abbandono di Tharros avvenne a vantaggio dei centri dell'entroterra tra cui Cabras e Oristano. Le sue forme architettoniche principali sono: le imponenti mura, con fossato, che la circondano parzialmente e i tophet: santuari in cui venivano svolti sacrifici animali e talvolta anche umani, secondo alcuni, cimitero dei fanciulli nati morti, secondo altri. L'acquedotto romano seppure di modeste dimensioni garantiva l'acqua per le fontane termali che sorgevano vicino al faro. La città di Tharros ospitò in età bizantina (V-VII sec.) la cattedrale con il battistero del vescovo di Sinis.