CENNI STORICI  

Dalla preistoria alla dominazione romana

Periodo giudicale

Periodo catalano, aragonese, spagnolo

Periodo piemontese

Dal 1851 ai nostri giorni

 

DALLA PREISTORIA ALLA DOMINAZIONE ROMANA 

I recenti scavi, fatti anche in occasione della costruzione del canale Scolmatore, hanno messo in luce l’esistenza di villaggi neolitici sulle rive della laguna di Cabras. Questo conferma che gia' nel quarto-quinto millennio a.C. le acque dello stagno venivano sfruttate ed avevano una funzione essenziale nell’economia e nella vita dei contadini ed allevatori di quell’epoca. Lo testimoniano gli avanzi di cibo ritrovati nelle decine e decine di capanne emerse con gli scavi dove si riscontra la presenza di grandi quantita' di gusci di conchiglie. Sopra questi villaggi, a Cuccuru De Is Arrius, sono state costruite altre abitazioni puniche e romane,cio' significa che gli insediamenti umani in questa zona si sono sempre succeduti senza pausa. 

 

PERIODO GIUDICALE  

Poco si sa del periodo successivo al crollo dell’Impero Romano, mentre sono stati ritrovati documenti del periodo giudicale (datati 1183 e 1237) in cui i Giudici di Arborea autorizzavano i monaci di S.Maria di Bonarcado a pescare dallo stagno senza pagare tributi (sia in natura che in denaro). 

  

PERIODO CATALANO, ARAGONESE, SPAGNOLO     

Da documenti storici tratti dagli archivi della corona di Aragona abbiamo notizie dello stagno di Cabras come una zona importante e di grande valore.

Da patrimonio aragonese passo' successivamente a proprieta' di Re Ferdinando di Spagna. 

Intorno al 1500 la produzione ittica dallo stagno era cosi' abbondante che il Re di Spagna concesse la licenza di esportazione dei pesci, in particolare anguille salate. Nel 1652 Filippo quarto di Spagna, a causa di grossi debiti, fu costretto a cedere al banchiere genovese Girolamo Vivaldi lo stagno di Mar’e Pontis e quello di S. Giusta.  

  

PERIODO PIEMONTESE

  Dopo il 1652 sorsero delle controversie tra i successori del Vivaldi e i cittadini di Cabras, circa il diritto di transitare, per recarsi ai terreni del Sinis, nella zona chiamata “Crasuras de Su Pottu” praticamente la strada che attualmente dal bivio per Torregrande porta al ponte Scolmatore.

Nel 1851 furono i debiti della famiglia Vivaldi a segnare il destino dello stagno di Cabras che fu venduto a Salvatore Carta di Oristano. 

 

DAL 1851 AI NOSTRI GIORNI 

Gli eredi Carta ebbero, comunque, non poche preoccupazioni per mantenere la proprieta' in questione: nel 1922, infatti, fu dichiarata “Acqua pubblica” la laguna di Cabras e questa controversia fu portata in tribunale trascinandosi per 33 anni. Gli eredi affermavano di essere proprietari delle acque, mentre gli avvocati dello Stato sostenevano che loro era solo il diritto esclusivo di pesca. Questa continua rivendicazione dei diritti ora da parte del Demanio marittimo (zona marina appartenente allo Stato), ora da parte del proprietario Efisio Carta termino' solo in data 3 Maggio 1965, quando cioè il presidente della Regione Sarda in base a una legge Regionale del 1956 in cui venivano aboliti tutti i diritti esclusivi di pesca nelle acque interne e lagunari della Regione, dichiaro' terminati i diritti di pesca della famiglia Carta. Ma la questione non fini' li' e pochi mesi dopo le cose tornarono praticamente come prima. Ma in quegli anni qualcosa iniziava a cambiare: la nascita di cooperative di pescatori che reclamavano il diritto di pesca accese la miccia: l’8 settembre del 1960 ci fu “un’occupazione simbolica” dello stagno: mogli, figli, parenti degli “scioperanti” si piazzarono sulle rive dello stagno dando inizio a scontri verbali e non, tra pescatori padronali e scioperanti; scontri che si protrassero per decine di anni. Gli scioperanti divennero pescatori di frodo, a loro si unirono molti altri (che precedentemente erano stati pescatori padronali). Col passare degli anni la situazione divenne tanto insostenibile che la Regione Sardegna non pote' piu' far finta di nulla e nell’anno 1982 intervenne acquistando lo stagno di Cabras e autorizzando alla pesca i pescatori delle cooperative sorte negli anni delle lotte.   

Tutte queste informazioni sono state tratte dalla tesi di laurea del dottor Angelo Bonesu.