GLI
ARNESI DELLA PESCA
Tra gli accessori
indispensabili per la pesca figurano senz’altro ai primi posti le reti.
Tra
queste, tipiche della peschiera per la pesca nella camera della morte, sono:
“su pezzu mannu” (lunga circa 35 m) e “su pezzigheddu” (lungo circa 20
m). Per la pesca nel resto dello stagno la piu' importante era “su poiggiu”
(dal cui nome deriva “ poiggeris” cioe' pescatori dello stagno ma non di
peschiera), una rete lunga circa 35 m, doppia, con maglie di dimensioni diverse,
provviste di piombini (per scendere verso il fondo) e di galleggianti in sughero
(per far salire la gente superiore della rete verso l’alto).
Vi
erano poi:
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“ sa sciaiga” (usate dagli “ sciaigotteris”) che
consisteva in una rete simile a su poiggiu
ma di dimensioni maggiori.
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“ is tousu” 3 strati di rete cosi' predisposti : la
prima a maglia larga, la seconda a maglia stretta e l’ultima di nuovo maglia
larga.
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“ su fiau” rete usata solo in peschiera per la pesca
delle anguille.
Oltre
alle reti venivano utilizzati altri accessori:
-
“s’obiga” cioe' una sacca di rete tenuta da un
semicerchio di legno del diametro di 2 m
-
“sa bilancia” una rete di forma rettangolare o
quadrata tenuta da due ferri
incrociati appesi a
un filo che a sua volta pendeva da una canna.
-
“I nassasa” gabbie di giunco e rami flessibili di
olivastro intrecciati tra loro, provviste di un’apertura attraverso la quale i
pesci potevano entrare ma non uscire.
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“Is crogollus” una sacca in rete lunga circa 2 metri
divisa in 9-10 parti da dei cerchi in olivastro che a loro volta formavano delle
piccole sacche che andavano via via restringendosi, per cui i pesci riuscivano
ad entrare tranquillamente ma non ad uscirne

-
.“Sa fruscia”e “su pettini” fiocine di piccole (la
prima) e grandi dimensioni (la seconda) che richiedevano abilita' e velocita'
nel colpire la preda.
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“Su paramitu”, un cestino di olivastro e fieno
palustre che conteneva una lenza lunga anche 1500 metri, lungo la quale venivano
appesi, a circa m 1,5 di distanza, dei fili di nylon lunghi 30 cm, nella cui
estremita' pendevano degli ami (che andavano poi agganciati al bordo del cestino
quando l’attrezzatura veniva riposta).
Per
la pesca notturna venivano usate delle lampade a olio, a carburo o a petrolio.