LA CHIESA DI SAN VINCENZO

  Arrivando alla peschiera Pontis, dopo aver percorso alcune centinaia di metri in una stradina bianca che si diparte dalla strada provinciale che da Cabras porta a San Giovanni di Sinis, giungiamo in uno spiazzo su cui si affaccia una chiesa ormai sconsacrata, ma che presenta ancora nella parte alta della facciata una croce in rilievo. La chiesetta E' dedicata a San Vincenzo, in essa veniva celebrata settimanalmente la messa e, una volta all’anno, il 22 gennaio, si festeggiava il Santo Patrono.

 

 

 La lunghezza dei muri esterni e' di m. 15,64, la larghezza anteriore m.5,66 la larghezza posteriore di m.5,85.

 Tutta l’area e' divisa in tre ambienti. Nel vestibolo antistante l’ambiente dove si celebrava la messa si accedeva attraverso un cancello in legno ormai inesistente.

La parte centrale della chiesa e' costituita dell’ambiente piů vasto, la cui larghezza č di m 2,60, la lunghezza e' di m 4,95. Sul lato opposto all’ingresso c’era un altare costruito con cura. Davanti all’altare trovava posto un piedistallo in legno perche' il celebrante potesse essere visibile su un piano superiore a quello dei fedeli. Ai due lati dell’altare sono situate due porte che immettono in una piccola sacrestia. Presentando poche aperture, (porta d’ingresso e quattro finestre) l’interno e' poco luminoso. Sul lato nord della navata una mensola in legno ospitava la statua di Sant’ Efisio di cui era devoto uno dei padroni dello stagno di Cabras (Don Efisio Carta).

 Fino agli anni 50-60 sull’altare in muratura si trovava un tabernacolo in legno. L’altare era sormontato da una pala che raffigurava San Vicenzo. Il pavimento rappresentava figure geometriche rosse e bianche. La chiesetta di San Vicenzo era stata costruita con massi di arenaria e di basalto, presenti in abbondanza nelle colline del Sinis, utilizzati nei punti portanti della costruzione, nelle fondamenta e nelle aperture.

Per i muri sono invece utilizzati mattoni di fango e paglia, come in tutte le costruzioni del paese di Cabras fino agli anni ’50, chiamati “ladrinis”.

Il tetto ha le parti portanti in grossi pali che formano una capriata su cui poggiano canne intrecciate che sono che sono rifinite verso l’interno con “s’orriu”.

Anche se questa chiesa non e' molto grande e ricca come quella parrocchiale di Cabras, appare inserita bene nel complesso delle costruzioni circostanti e nell’ambiente naturale in cui si trova.

 

 

La chiesetta di Pontis e' stata costruita sotto l’invocazione di San Vincenzo martire, forse a ricordare gli antichi padroni della peschiera, sotto la dominazione spagnola che duro' tre secoli in Sardegna (400 – 700 circa).

Sia dalla Cronistoria della parrocchia di Santa Maria Assunta che da altri documenti parrocchiali emerge che la chiesa gia' esisteva nel giugno 1830 e fino all’anno 1926 un cappellano vi celebrava la S. Messa in tutti i giorni di precetto.

Con il consenso dei padroni della peschiera, tutti della famiglia Carta di Oristano, si celebrava ogni anno la festa del patrono S. Vincenzo il 22 gennaio. Successivamente, con l’andare degli anni, le messe nei giorni di precetto e le feste di S. Vincenzo furono celebrate alla fine degli anni ’50.