LE IMBARCAZIONI 

  

Inizialmente nella Peschiera di Pontis, e in prossimita' delle rive dello stagno, veniva usata la zattera costruita in canne palustri “sa sattera” che venne successivamente sostituita dalle comuni barche in legno dalle dimensioni abbastanza ridotte (lunghe 4-5 m).

 

 

I pescatori che invece dovevano spostarsi per andare più a largo usavano delle barche piu' lunghe e robuste adatte anche al trasporto di 8 persone. Erano: “sa bracca de su poiggiu” o “schifu”, usata dai “poiggeris” e “sa bracca praa” (la barca piatta), usata dai “bogheris” e di dimensioni piu' ridotte.

 

L’imbarcazione caratteristica per eccellenza e', invece, rappresentata da “su fasso~i” usata, perlopiu', dai palamitai.

“Su fasso~i” appare come un incrocio tra zattera e barca, e' interamente costruito in fieno palustre “su fe~u” presente nelle sponde dello stagno che molto assomiglia a “sa spadua”, un altro tipo di fieno palustre, quest’ultimo usato, pero', per la costruzione di stuoie.

“Su fasso~i” poteva spostarsi con uno o due remi, essendo una zattera molto leggera non poteva essere usata per la pesca con le reti ma solo con il palamito o la fiocina.

Non si riesce a stabilire con esattezza le origini di tale imbarcazione che pare sia antichissima.

La sua eccezionalita' consiste, fra l’altro, nel fatto che fu vista simile alle antiche barche egiziane fatte con fasci di papiro, ai battelli di Dicoa nel Golfo Persico, alle “balsas” peruviane del lago Titicaca, alla “varchetta d’anciddi” del lago di Lentini presso Siracusa.

Un esemplare di “vassoi” e' conservato fin dai primi del Novecento in un museo di Amburgo.

In questi ultimi anni ne e' stata rivalutata l’importanza grazie alla gara-regata promossa dal vicino Comune di S. Giusta. Considerando le origini di queste imbarcazioni dovrebbe essere un obbligo morale conservarne l’uso e mantenere viva la tradizione.