LO STAGNO DI CABRAS: GENERALITA'

 

A pochissimi chilometri dal mare, situato a nord del golfo di Oristano, si estende per circa 2288 ettari lo stagno di Cabras, che rappresenta l’ambiente palustre tra i piu' importanti della Sardegna e d’Europa.

La sua profondita' media e' di 2,80 m mentre raggiunge una profondita' massima di circa 3,00 m; la forma allungata grosso modo da nord a sud, settore dove e' piu' largo, deriva dal fatto che e' sorto su un’antica valle fluviale.

Lo stagno riceve le acque del “Riu Sa Praia”, piccolo fiumiciattolo appartenente al Comune di Riola Sardo.

Il suo territorio interessa, oltre i comuni di Cabras e Riola, anche quello di Nurachi, ma a quest’ultimo appartengono solo circa 12 ettari. Le acque della parte meridionale dello stagno hanno una salinita' abbastanza elevata in quanto comunicano col mare per mezzo del canale scolmatore nella zona anticamente chiamata “Sa Ucca ‘e Sa Madrini” (tradotto letteralmente “La Bocca della Scrofa”), nella parte settentrionale, invece le acque sono piu' dolci, in quanto ricevono, dalla parte di terra, l’acqua di “Riu Sa Praia” e di paludi e canali minori.

Le coste dello stagno, per la maggior parte, sono basse e arenose, ma in alcuni punti ci sono zone rocciose, soprattutto nelle zone “Is Arrocchittas”, “Mitrottas” e “Su Pottu”.

Il Canale Scolmatore, messo in opera alcuni anni fa e' stato costruito per evitare che si ripetessero le inondazioni che in passato avevano interessato la zona di Cabras denominata, per questo motivo, “Veneziedda”, e che causava numerosi disagi a quei paesani che, quando pioveva copiosamente, erano costretti a lasciare le proprie abitazioni invase dalle acque.

Questo canale, che ha la funzione di collegare lo stagno al golfo di Oristano, passa attraverso il vecchio stagno di “Sa Madrini” che e' scomparso proprio a causa della costruzione dello Scolmatore; sorte analoga hanno subito anche altre paludi vicine.

Lo Scolmatore, un’opera costata oltre sette miliardi, era costituito da uno sbarramento di cemento armato, a forma di pettine, situato nelle immediate vicinanze dello sbocco delle acque dello stagno e a circa 1 Km da un’altra opera in cemento armato, dove erano state sistemate 33 chiuse comandate idraulicamente da un operatore.

La realizzazione dello scolmatore ha portato, purtroppo, alla scomparsa della zona denominata “Cuccuru S’’Arrius” che conteneva importantissime testimonianze del passato, di tutto cio' non e' rimasto che un piccolissimo isolotto al centro del Canale protetto da schermature in cemento armato.

Si sottolinea, tuttavia, che questa grandiosa opera (Canale Scolmatore) non e' mai stata utilizzata e le chiuse, che sin dai primi mesi venivano sollevate a fatica, non sono piu' in grado di funzionare. In questi ultimi tempi, infatti, sono stati eseguiti dei lavori che ne hanno modificato notevolmente l’aspetto primario.

Lo stagno di Mar’e Pontis formava 3 peschiere: Sa Madrini (completamente scomparsa dopo la costruzione dello scolmatore e   recentemente ricostruita), Pischeredda, e infine la peschiera Pontis: la piu' grande e importante.