La gariga
Il termine GARICA prende
origine da "Garric" che indica la quercia spinosa.
La Gariga presenta spesso una copertura discontinua, circondata da numerose specie erbacee
per lo più di dimensioni modeste.
Le garighe si possono trovare al livello del mare fino ai 1400 metri e sono molto
variabili per quanto riguarda la composizione fioristica. Le piante non sono più alte di
30 cm e si insediano in suoli rocciosi e poveri.
Di particolare effetto sono "le garighe miste" nelle quali numerosi arbusti si
concentrano formando, quando fioriscono, una variopinta tavolozza.
La maggior parte delle garighe è caratterizzata dalla dominanza di una o più specie di
arbusti, capaci di resistere, con maggiore o minore successo, al morso degli animali
pascolanti che sono per lo più pecore o capre; ciò è possibile grazie alla presenza di
spine, e al contenute di sostanze velenose e dal cattivo sapore.
Le garighe a cisti sono a gran lunga più diffuse: vi domina il cisto
di Montpellier e il cisto femmina.
Fra le labiate prevalgono rosmarino e salvia e diverse specie
di lavanda.
Le piante più frequenti sono la lavanda, il timo che verso maggio-giugno ricopre il suolo
di un bel colore rosa-lilla, il rosmarino, l'elicriso. Nel
punto di passaggio dalla gariga alle formazioni sabbiose compare l'efedra, la ginestrella e la ruta.
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