La presenza dell'uomo a Seu

Il promontorio (di arenaria) di Seu che chiude a settentrione la cala di S. Giovanni di Sinis e di Funtana Meiga, è stato interessato dall'insediamento umano almeno dal tempo della civiltà dei nuraghi verso il 1500-1000 a. C.
Infatti, tra le sabbie bianchissime che chiudono l'Oasi di Seu sul lato settentrionale, presso la spiaggia di Maimone, si individua un monumento nuragico, che è costituito da un tempio a pozzo al quale si riferirebbe il toponimo Maimone, demone o genio idrologico di origine sarda o punica se il suo nome derivasse dal semantico "Maim" (acqua).
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Anche i Cartaginesi si stanziarono a Seu dove vi impiantarono cave di arenaria necessaria per l'intensa attività edilizia della vicina Tharros.
Nel periodo romano proseguì l'attività umana a Seu, è probabile che dalla strada che da Tharros porta a Cornus si distaccasse una strada secondaria diretta a Seu: i laterizi e le ceramiche romane ritrovate a Seu documentano l'esistenza di un centro abitato nel luogo. I pericoli rappresentati dalle navi dei saraceni ne determinano lo spopolamento e la ripresa del sopravvento da parte della natura sull'uomo che si limitò a costruire una torre litoranea (torre di avvistamento spagnola) nel XVI secolo. Ai primi del '900 la famiglia Carta di Oristano  (proprietari degli stagni e delle peschiere di Cabras) acquista 115 ettari di terra e fa costruire una casa padronale residenza di caccia e una capanna di falasco (Cruccuri) dimora del guardiano della tanca.
Alla morte del proprietario l' oasi rimane per alcuni anni in stato di abbandono finché nel 1981 il W.W.F. ne cura la gestione e vi allestisce un centro visite. Dal 1998 è di proprietà del comune di Cabras che sta realizzando un progetto di parco comunale.      

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