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termine di macchia mediterranea viene indicata la fitta boscaglia, tipica delle
regioni mediterranee costiere, formata da alberi con portamento arbustivo in prevalenza
sempreverdi.
La maggior parte di queste formazioni non è originale, ma è nata dalla distruzione delle
foreste a causa dei tagli, del pascolo, degli incendi provocati dall'uomo.
Il concetto di macchia è tratto dalla parola corsa "MAQUIS" con la quale viene
designata la grande fitta e spesso impenetrabile boscaglia sarda in cui dominano l'erica
arborea e il corbezzolo.
Quando le piante raggiungono i 2/3 metri di altezza parliamo di " macchia alta
", quando lo sviluppo degli arbusti non supera i 2 metri è chiamata "
macchia bassa ".
Nell'oasi di SEU la macchia è caratterizzata da arbusti e piccoli alberi sempreverdi e
sclerofilli: LENTISCO, OLIVASTRO, FILLIREA,
PALMA NANA, CISTI, SPAZZAFORNO, TRIFOGLIO LEGNOSO, oltre a specie lianose quali STRACCIABRAGHE, RUBIA e CAPRIFOGLIO.
Il pino d'Aleppo nonostante sia stato indrotto da pochi
decenni si è ambientato e si sta formando una vera "pineta".
In zone degradante e su substrato roccioso la macchia cambia fisionomia e si passa a
un'altra formazione vegetale la " GARIGA ".
Scarse le piante erbacee a causa
della densità della vegetazione che limita la filtrazione della luce.
La macchia ospita numerose specie
di rettili, tra cui le tartarughe,
molti mammiferi, numerose specie di uccelli. |