Vegetazione dune e coste
A partire dalla battigia si
può distinguere una fascia costituita da sabbie interessate dalla marea e
conseguentemente intrisi d'acqua salata; tali sabbie difficilmente si copriranno di
vegetazione la quale, osteggiata dalla presenza del sale, sarà piuttosto rada. Segue la
zona retrodunale dove la vegetazione raggiunge una certa stabilità e può colonizzare le
dune sabbiose.
Nella terza fascia, la più interna, queste formazioni agevoleranno la crescita di piante
con un apparato radicale più resistente e in grado di far fronte in maniera decisiva
all'opera violenta dei venti. Tale processo è facilitato dalla salinità che, man mano si
procede verso l'interno, costituisce un ostacolo sempre minore per lo sviluppo delle
piante.
Questa suddivisione per settori porta alla distribuzione di associazioni nelle diverse
fasce considerate.
Gli arenili più prossimi al contatto con il mare presentano condizioni di vita molto
difficili a causa delle continue variazioni della marea e vengono colonizzati
esclusivamente da specie pioniere molto resistenti con apparati molto sviluppati, fusti
sotterranei che si ancorano nelle sabbie alla ricerca d'acqua.
Le associazioni che costituiscono un chiaro indizio di questa pionierizzazione sono quelle
a salsola e euphorbia e della Santolina, tipica delle sabbie litoranee. Assieme
troviamo associazioni sempre a carattere alonitrofilo, quale il Cakiletto Marittimo.
Nella fascia dove c'è più stabilità del substrato è facile trovare specie quali la Santolina delle spiagge, la Violacciocca di mare, il Finocchio marino, l'Eringio
e il Limonio.
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