Vegetazione dune e coste

A partire dalla battigia si può distinguere una fascia costituita da sabbie interessate dalla marea e conseguentemente intrisi d'acqua salata; tali sabbie difficilmente si copriranno di vegetazione la quale, osteggiata dalla presenza del sale, sarà piuttosto rada. Segue la zona retrodunale dove la vegetazione raggiunge una certa stabilità e può colonizzare le dune sabbiose.Maimo22piccola.jpg (12923 byte)
Nella terza fascia, la più interna, queste formazioni agevoleranno la crescita di piante con un apparato radicale più resistente e in grado di far fronte in maniera decisiva all'opera violenta dei venti. Tale processo è facilitato dalla salinità che, man mano si procede verso l'interno, costituisce un ostacolo sempre minore per lo sviluppo delle piante.
Questa suddivisione per settori porta alla distribuzione di associazioni nelle diverse fasce considerate.
Gli arenili più prossimi al contatto con il mare presentano condizioni di vita molto difficili a causa delle continue variazioni della marea e vengono colonizzati esclusivamente da specie pioniere molto resistenti con apparati molto sviluppati, fusti sotterranei che si ancorano nelle sabbie alla ricerca d'acqua.
Le associazioni che costituiscono un chiaro indizio di questa pionierizzazione sono quelle a salsola e euphorbia  e della Santolina, tipica delle sabbie litoranee. Assieme troviamo associazioni sempre a carattere alonitrofilo, quale il Cakiletto Marittimo.
Nella fascia dove c'è più stabilità del substrato è facile trovare specie quali la Santolina delle spiagge, la Violacciocca di mare, il Finocchio marino, l'Eringio e il Limonio.

 

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