Un pescatore racconta...
Sirio Porcu ha circa 60 anni, ha sempre fatto il pescatore, la sua storia si intreccia con quella dello stagno, ha partecipato alle lotte degli anno '60, ed è un grande conoscitore della storia locale. La classe lo ha intervistato e quelle che seguono sono le sue memorie.
Intorno al 1100 Torbeno, il Giudice di Arborea, concede alla madre Donna Nibata di disporre a suo talento delle due case di Nuraghe Niellu e di Masones de Capras da essa edificate, questa dispone che restino in perpetuo in potere di chi reggerà la provincia. Nel 1237 Pietro II, Giudice di Arborea, conferma le sue ampie donazioni fatte da suo padre Ugone II, visconte di Basso e da sua madre Preziosa di Laconi, alla chiesa e al monastero di Santa Maria di Bonarcado ed inoltre accorda ai monaci la libertà di pesca nello stagno di Mare Pontis, affrancandoli da ogni imposta:Al vertice della piramide, dopo il padrone, venivano in ordine di importanza :
Is "bogheris" potevano pescare dalla festa di San Salvatore fino ad aprile e andavano due volte all'anno per ristrutturare la vecchia peschiera.
Nel 1960, ai primi di settembre, il padrone non potendo smaltire la grande quantità di pesce accumulata, piuttosto che donarne ai pescatori o a persone bisognose, decise di far bruciare 100 quintali di muggini pur di non andare contro i propri interessi economici.
Lotte e conquiste dei pescatori
Nel 1956
la legge regionale n° 39 abolisce tutti i diritti esclusivi di pesca nelle acque interne
e lagunari della regione, detenuti a qualunque titolo da privati, società ed enti, dando
perciò la possibilità di pescare a tutti ; questa legge, però, non viene applicata fino
al 1982. Nel 1958 iniziano le prime rivolte e lotte da parte dei pescatori (a cui parteciparono anche
le loro donne) perché la legge fosse applicata. Nel 1961 la popolazione di Cabras era
divisa in due parti: una parte vedeva schierato il padrone della peschiera e i suoi
sostenitori, dall'altra parte vi erano i pescatori più poveri perché privati del diritto
di pesca nello stagno.
Nel 1963 alcuni "poigeris" si allearono con questi ultimi.
A Cabras lavoravano 600 pescatori, di cui 250 nello stagno. Nel 1965, con decreto del
Presidente della Regione Sarda in data 3 maggio, venivano dichiarati estinti i diritti
esclusivi di pesca nelle acque dello stagno di Cabras e venivano invitati i signori Carta
Efisio ed altri, titolari degli estinti diritti esclusivi di pesca, a presentarsi presso
gli uffici della Regione Sarda, per determinare lindennità loro spettante,
diffidandoli a trasmettere il possesso dei diritti.
Nel 1993 è stato costituito un consorzio di cooperative per la gestione
dellattività di pesca nella laguna.
Il presidente viene eletto ogni tre anni e ha diverse funzioni gestionali del rapporto tra
le varie cooperative e di sviluppo di idee, proposte e progetti sia a favore del turismo
che per la tutela ecologica delle acque.
Tra gli atti di rilievo adottati dal consorzio occorre citare il trattato stipulato che
prevede di tenere la peschiera nelle sue condizioni attuali.
Nel 1993, dallattività di pesca nella laguna, in soli sei mesi sono stati incassati
600.000.000 di lire e dal 1° gennaio al 1° agosto del 1994 il fatturato è stato di ben
2.000.000.000 di lire. Nel 1998, prima della moria dei pesci nello stagno di Cabras, il
fatturato è stato di 6.800.000.000 di lire.
La moria dei pesci
La moria di
pesci del 1999, è stata determinata da una serie di concause, tra cui lelevata
concentrazione di acqua salata rispetto a quella dolce (28 x 1000); la salinità
dell'acqua dello stagno era infatti aumentata di 10° rispetto a quella del mare.
Altra causa del danno ecologico ed economico è costituita probabilmente dalla presenza
degli agricoltori (più numerosi dei pescatori) che con luso di prodotti chimici
hanno alterato lequilibrio dell'ecosistema dello stagno.
Ogni agricoltore usava 200 kg di prodotto chimico a ettaro (solfato di rame) che, disperso
nellambiente, necessita di un tempo di circa 10 anni perché i suoi effetti vengano
neutralizzati.
Un altro elemento negativo di inquinamento dello stagno è la presenza di scarichi fognari
di alcuni comuni (Tramatza e Zeddiani) nel rio Mare e Foghe, che è in comunicazione con
lo stagno.
Prima i detriti si fermavano in questo fiume e quindi nella laguna di Cabras arrivava
soltanto acqua pulita, mentre ora, lo scarico delle fogne e la bonifica di una buona parte
del fiume, hanno causato il passaggio dei detriti nella laguna, facendo diminuire la sua
profondità (prima di 3 metri, ora solo di 1 metro e mezzo).
Altra causa che ha determinato il passaggio dei detriti nello stagno è la costruzione del
canale scolmatore negli anni '70, per salvare
Cabras dalle inondazioni.
Dall'analisi della situazione e dalla consapevolezza degli errori commessi dall'uomo con
interventi spesso inadeguati deve conseguire la necessità di rispettare e valorizzare lo
stagno, difendendolo dai pericoli di inquinamento, in quanto si è dimostrato essere un
ecosistema molto delicato e importante dal punto di vista ambientale, ma anche prezioso
dal punto di vista storico ed economico, in quanto risorsa fondamentale per lo sviluppo di
Cabras.
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